"L'usura, le usure"
Tempi, modi e luoghi di un fenomeno antico e moderno
di
Lino Busà - Bianca La Rocca

PREFAZIONE
di Marco Venturi

La ricerca del Centro studi TEMI curata da Lino Busà e Bianca La Rocca vedrà la luce a dieci anni esatti dall’approvazione della Legge antiusura, quel lontano sette marzo del 1996 : a Camere sciolte, a furor di popolo.

Da diversi mesi la legge era impantanata alla Commissione Giustizia del Senato, le forze politiche, sotto la pressione di possenti lobby, non trovavano l’accordo per portarla in aula e quindi alla Camera per la sua approvazione definitiva.
Durante un estenuante e faticoso dibattito nella Commissione parlamentare incombe la crisi di Governo.
Il rischio che il lavoro di anni naufragasse miserevolmente era fortissimo. Si sarebbe dovuto ricominciare pressoché daccapo. A questo esito lavoravano alacremente le tanti lobby che si opponevano alla Legge, prime fra tutte l’Associazione bancaria e la Banca d’Italia che non potendo imporre un testo diverso, speravano nella lungaggine dei tempi.

Guardare questo stato di cose, dava un senso di impotenza e delusione.
Di questo si discuteva fra di noi. E la frustrazione cresceva ad ogni ascolto di una vittima, dinnanzi a fatti di cronaca drammatici che si ripetevano con ormai giorno dopo giorno, e che sbattevano in faccia il dolore delle vittime. Suicidi e tentati suicidi che si sporcavano di sangue le tante discussioni dilatatorie.
Si avvertiva sempre più l’esigenza di mettere in campo un evento forte, che mobilitando vittime, forze sociali, Istituzione, mondo della comunicazione richiamasse la Politica alle proprie responsabilità.
In questo contesto nacque in Confesercenti l’idea del “Treno contro l’usura”.
L’idea ci venne lavorando intorno a parole semplici e fortemente evocative “Uscire dal tunnel, si può”, ripetevamo ed il passaggio dal “tunnel” alla “galleria” al “treno” fu, per così dire naturale.
Il Treno contro l’usura fu una manifestazione straordinaria, che bucò, come si dice adesso, la comunicazione e divenne l’evento più importante di quel febbraio del 1996.
Il viaggio si guadagnò l’apertura dei telegiornali, interi talk show ruotarono intorno al Treno ed all’usura, Maurizio Costanzo realizzò una puntata speciale del suo programma, l’intera carta stampata, compresa quella più attenta al gossip che alle disgrazie della vita si occupò, con reportage ed interviste del dramma dell’usura e tutto ciò lasciò il segno.
Anche perché l’argomento fu accompagnato da una forte mobilitazione dell’opinione pubblica e della società civile.

Così malgrado il Parlamento, nel frattempo, era stato sciolto e la campagna elettorale era già avviata, la Camera dei deputati si riunì in seduta straordinaria ed approvò, praticamente all’unanimità, con il solo voto di astensione di Forza Italia, la legge 108 che sarebbe passata alla cronaca come La Legge contro l’usura.

Si aprì un momento di grande speranza.
Le denunce per usura aumentano, le vittime intravedevano un percorso di liberazione. In molte procure si crearono pool antiusura, si attivarono fondi di solidarietà e di prevenzione. Anche Giovanni Paolo II non mancò di far sentire la sua voce.
Oggi a dieci anni di distanza siamo in grado di fare un primo bilancio. E non è un bilancio esaltante.
La prima cosa che salta agli occhi è che Il 7 marzo 2006 è passato nel silenzio più assoluto:, una presa di posizione di SOS Impresa la nostra associazione contro l’estorsione e l’usura, una dichiarazione di Tano Grasso un Convegno organizzato in una località periferica, voci isolate in un mare di indifferenza.
A 10 anni di distanza dalla Legge l’usura è scomparsa nuovamente dalla cronaca e dalla politica. Oggi come agli inizi del decennio scorso resta il silenzio delle vittime e quello complice di gran parte delle istituzioni
Ma non ci si può rassegnare passivamente. E la ricerca del Centro studi TEMI oltre a raccontare quei momenti esaltanti vuole dimostrare che ciò che si è seminato in questi anni non è andato tutto disperso. Si sono moltiplicati i centri di aiuto alle vittime, hanno assunto più forza le esperienze di solidarietà, ma soprattutto il lavoro delinea le profonde modificazione intercorse nel mondo dello strozzo e indica una strada possibile di rivisitazione della Legge.
Confesercenti ha assunto dieci anni fa un ruolo da protagonista, ruolo che ha mantenuto ed esteso in tutto questo periodo non solo sul piano delle analisi e dello studio, ma soprattutto su quello dell’aiuto concreto ai tanti imprenditori a rischio usura o vittime di questo odioso reato. Dalla rete di ambulatori antiusura, alla attività di prevenzione e sensibilizzazione, ai tanti Consorzi fidi abbiamo cercato di dare risposte concrete, un aiuto visibile e riconoscibile.
Il problema del credito alle imprese, e soprattutto alle piccole, deve diventare però una grande questione nazionale, perché da esso dipende gran parte dello sviluppo del nostro Paese e del Mezzogiorno in particolare.
Occorre però un concerto di azioni che vedano impegnati il Governo, il mondo bancario le forze sociali, per garantire efficienza e trasparenza senza le quali la strada sarà sempre in salita.

In ogni caso, come sempre con ostinazione, noi la perseguiremo.